Mombasa

Per dimensioni Mombasa è la seconda città del Kenya dopo Nairobi. Con i suoi oltre 700.000 abitanti è una delle maggiori e più antiche città dell’Africa affacciate sull’oceano indiano. Mombasa sorge su un’isola sul delta formato da tre fiumi. Lo sviluppo della città è dovuto principalmente alla sua posizione e al clima favorevole per i commerci. Solo all’inizio del ‘900, con la costruzione della ferrovia, l’isola fu collegata alla terra ferma con un terrapieno.

Oggi Mombasa ha dimenticato il suo tumultuoso e tormentato passato e da “Isola delle guerre” è diventata l’isola della vacanze, frequentata ogni anno da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.

Tra le attrattive turistiche che offre la città spicca senza dubbio Fort Jesus, straordinario esempio di architettura militare portoghese costruito nel 1593. Nato come roccaforte a protezione dei vari padroni succedutisi nei secoli, fu trasformato in prigione dagli inglesi e tale rimase fino al 1958 quando i britannici, riconoscendone il valore storico spostarono le prigioni altrove cominciandone i restauri. Oggi il forte ospita un museo che illustra le tradizioni Swahili e le testimonianze della presenza di cinesi, indonesiani, malesi e indiani in città. Una botola da acesso ad una sala sotterranea dove gli schiavi venivano fatti ingrassare prima di essere trasferiti verso le coste arabe o nelle piantagioni di chiodi di garofano a Zanzibar. Tutte le sere alle 19 è possibile assistere ad uno spettacolo di suoni e luci che ricorda la tumultuosa storia del forte.

Dopo la visita al forte, attraverso Mbarak Hinaway road si entra nella Città Vecchia caratterizzata da vicoli con case dalle facciate rovinate talvolta ornate da splendide mosciarabeie ligneee (balconi in legno protetti dalle persiane). Qui l’atmosfera è permeata dal vociare della popolazione locale e dai rumori provenienti dalle botteghe artigiane. Tra la quindicina di moscheee che sembrano gareggiare ad esporre il proprio minareto, spicca la moschea più antica della città, la Moschea Mandhry, risalente al 1570. Una sosta al vecchio porto dei Sambuchi è d’obbligo per poi proseguire verso il mercato del pesce e la Moschea Dawudi Bohra.

Moi Avenue è invece il centro cittadino intorno al quale ruota il turismo: il mercatino del legno su Digo road, negozi, librerie e gioiellerie attendono i turisti provenienti da ogni parte del mondo. Proseguendo verso il porto nuovo è possibile incontrare il Mbaraki Pillar, la tomba dell’ultimo capo dei Chamgamwe, una delle 12 tribù originarie della zona in cui sorge la città.
Due isolati ad ovest della Moi Avenue si trova il mercato Makupa rinomato e apprezzato per le grandi quantità di stoffe e cotoni.

Frutto di un miscuglio di razze e religioni, Mombasa è ricca di luoghi di culto di vario genere. Oltre alla Moschea Mandhry vista nella città vecchia ci sono altre 48 moschee tra le quali la Moschea Ismailita su Tom Mboya avenue, la Baluchi in Makadara road. C’è poi un tempio Parsi su Kenyatta avenue e un tempio Jain in Langoni Road.
Il tempio Swaminaryan si trova in Hailé Sélaissié road ed è caratterizzato da pannelli colorati delle porte d’entrata che illustrano le reincarnazioni del dio Vijnu. Un tempio dedicato a Shiva protetto dal dio elefante Ganesh e da due leoni in stucco si trova in Nkrumah road e sempre in questa strada è possibile incontrare la Cattedrale Cattolica dello Spirito Santo e quella anglicana, dedicata al vescovo missionario James Hannington ucciso in Uganda mentre cercava di evangelizzare 7 tribù. Il tempio Sikh si trova invece in Mwangeka road.

Mombasa a nord e a sud è circondata da centinaia di kilometri di spiagge caratterizzate da sabbia finissima che raccolgono il 47% del turismo in Kenya e dove è possibile trovare il 52% dei posti letto disponibili a livello nazionale. Qui le spiagge non hanno nulla da invidiare a nessun’altra località di mare del mondo. Il mare è incontaminato ovunque e allontanandosi leggermente dalle strutture più attrezzate si ha l’impressione di essere sbarcati su un’isola deserta. Le spiagge costituite di sabbia bianchissima sono protette dalla barriera corallina facilmente raggiungibile a nuoto o a piedi durante la bassa marea.

 

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