Cenni storici

I primi riferimenti storici di Mombasa risalgono al I e II secolo in cui si narra di come la città era frequentata da mercanti indiani, arabi ed egiziani già in tempi precedenti. La città crebbe sui commerci marittimi fino a quando portoghesi e spagnoli non si adoperarono per indebolire l’impero ottomano sottraendogli i traffici marittimi. In questo contesto, nel 1498, Vasco da Gama cercò di sbarcare a Mombasa dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, ma fu scacciato dagli abitanti della città.

Per vendicarsi i portoghesi attaccarono e distrussero Mombasa, che tra il 1503 e il 1528 fu saccheggiata per ben tre volte, anche se venne sempre riconquistata dagli Arabi. La città cadde definitivamente in mano ai portoghesi nel 1593 i quali provvidero alla sua fortificazione con la costruzione di Fort Jesus. Mombasa rimase ai portoghesi fino al 1698 quando, i Mazrui dell’Oman, liberarono la città per poi cedere all’avanzata di Sayyd Said sultano dell’Oman e Muscat.

I Mazrui, nel tentativo di riconquistare Mombasa, cercano alleati e li trovarono nel capitano inglese Owen che nel 1824 dichiarò l’isola protettorato britannico, anche se l’Inghilterra nel 1827 non accettò la protezione. Trovatasi senza la protezione britannica la città, nel 1828, tornò nelle mani di Sayyd Said che intensificò le attività di tratta degli schiavi. La schiavitù venne abolità nel 1873, ma il sultano di Zanzibar continuò a controllare Mombasa fino al 1963 quando la città entrò a far parte del Kenya indipendente.

 

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