La popolazione

La nazione è sorta secondo linee geografiche, non secondo il concetto di “un popolo, una nazione”. Il Kenya aveva una sua configurazione sociale, anche se in presenza di tante tribù. Nel delimitare il Kenya non si è tenuto conto delle realtà etniche, ma sono stati delimitati dei confini artificiali che gli stati confinanti hanno dovuto riconoscere.



Nel paese sono presenti circa una settantina di tribù più o meno numerose, che hanno sempre mantenuto contatti tra loro. Il concetto di tribù ha ancora una sua ufficialità ed è ancora valido, anche se non ha più funzione sociale. Molto è stato modificato per opera di vari fattori quali la diffusione di religioni diverse (l’islamizzazione e l’evangelizzazione), la politicizzazione, la mobilità della mano d’opera ed altri ancora. Alcuni nomi di tribù: Boni, Wata, Ndorobo, Burij, Oruma, Somali, Bantu, WaKikuyu, Wakamba, Nandi, Maasai, … Poi ci sono arabi, europei, asiatici.

Nel paese si parlano 114 lingue diverse; lLe lingue ufficiali sono inglese e KiSwahili.
Nell’ambiente turistico alberghiero e soprattutto sulla costa oceanica, si parlano molte lingue europee, compreso l’italiano.

Notevole è l’incremento demografico. E’ diminuita alquanto la mortalità infantile ed è aumentata la durata di vita (45 anni). Sono migliorate le condizioni igieniche e assistenziali. Purtroppo però è aumentata la mortalità dovuta al virus HIV/AIDS, la nuova piaga così diffusa in Africa. Qui si calcola che circa 1.200.000 adulti siano affetti da questa malattia.

La popolazione si addensa nelle zone più piovose e più fertili: lungo la costa, sugli altipiani, attorno ai laghi, con punte di oltre 200 abitanti per kmq. Altrove, nelle zone meno favorevoli la popolazione si riduce ai 25 ab./kmq, mentre le zone aride del nord e del nord-est sono spopolate o quasi: da uno a due ab./kmq.

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