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Le magiche sensazioni del Kenya

 Sentivamo il bisogno di "staccare la spina" e di concederci una vacanza: Silvia era nervosa e anch'io … ero messo maluccio! Eravamo in marzo e sognavamo il sole, dopo un inverno tanto grigio. Così ci siamo presi un po' di ferie e abbiamo scelto il Kenya, che già era nei nostri progetti da tempo.

Siamo partiti con un volo notturno dalla Malpensa e dopo circa dodici ore eravamo a Mombasa. Appena sbarcati, siamo stati "accolti" dalla calda temperatura africana che, a marzo, si aggira sui 30 gradi C a mezzogiorno. L'aeroporto era affollatissimo ma c'era l'operatore della Condor che ci aspettava per portarci alla nostra destinazione e precisamente a Diani, a sud di Mombasa, con alloggio presso l'albergo Africana Sea Lodge.

Il nostro pulmino ha attraversato la città, la periferia e poi i centri turistici allineati lungo la costa a sud di Mombasa. Questo ci ha consentito una prima visione della città di Mombasa che è la più antica città del Kenya; sorge su un'isola ed è collegata alla terraferma da viadotti stradali e ferroviari. La città ci ha letteralmente affascinato per la sua atmosfera, prettamente africana: un insieme di aromi, di colori smaglianti, di tantissima gente di varie razze o etnie, di abbigliamenti quanto mai assortiti, di tanti bambini vivaci che salutano con la mano i turisti, di eleganti edifici e moschee e minareti lontani, accanto a casette malconce, … e poi tante tante bancarelle piccole e addossate l'una all'altra. Il tempo del viaggio è volato, tra tante cose da osservare e foto da scattare.


L'arrivo all'albergo è stata una piacevole sorpresa: era grandissimo e circondato da palme alte e maestose, sotto le quali si trovavano disseminati dei bungalow deliziosi. Poi abbiamo scoperto che ogni bungalow era composto da due stanze da letto con ingresso separato, bagno e terrazzo. Silvia ha subito ispezionato la stanza da letto e ha visto che i letti erano separati, all'inglese! Ma si poteva rimediare…
L'albergo Africana Sea Lodge era molto elegante e pulitissimo e poco lontano ce n'erano altri due, della stessa catena alberghiera.
Scimmia Kenya Ci hanno subito invitato a fare conoscenza delle piccole scimmiette del giardino, i babbuini: non sono da temere, vivono liberi perché non sono pericolosi, sono molto socievoli e graziosi, ma anche tanto invadenti. Se appena ti azzardi ad offrire ad uno di loro del cibo, ti arrivano subito anche tutti gli altri!


Al ristorante abbiamo trovato un menu internazionale e, curando la scelta dei cibi, abbiamo mangiato più che bene … e questo lo afferma Silvia che è una cuoca niente male! Io invece ritengo che non si conosce del tutto un luogo se non si assaggiano le pietanze locali e perciò ho ordinato in due occasioni dei piatti africani: una volta carne al sapore di banana, un'altra della verdura fritta e del pesce speziato con crema di cocco. Silvia mi definisce "goloso" ma io mi definisco solamente curioso e sono soddisfatto di aver assaggiato qualcosa di nuovo e di diverso.

Poi abbiamo conosciuto la spiaggia di Diani: semplicemente favolosa! Alcuni la definiscono la più bella di tutta la costa del Kenya e, per quanto ne sappiamo noi, è vero. La spiaggia è bianchissima e sterminata, con palme maestose. Il mare è trasparente e lontano perché la bassa marea lo sposta, invitandoti a lunghe passeggiate sulla sabbia. Ma all'arrivo dell'alta marea … sorpresa! La spiaggia quasi sparisce! Ce l'avevano detto ma è da vedere lo spettacolo! Incredibile! E poi il sole: purtroppo a marzo il sole c'è poco perché si è vicini alla stagione delle piogge. Ma abbiamo avuto ugualmente qualche giornata di sole tanto da scottarci la pelle. In Kenya siamo vicini all'equatore e a mezzogiorno il sole è proprio sopra la tua testa! La spiaggia durante la bassa marea è molto frequentata e si trovano tanti beach boys che propongono una infinità di acquisti ai turisti: di solito sono oggetti di piccolo artigianato che servono come souvenir o regalini. I ragazzi sono gentili ed insistenti per cui ogni turista sorridendo compra qualcosa. Noi abbiamo comprato delle ciotoline in legno di varia dimensione da distribuire agli amici.


Siamo poi entrati in un’agenzia locale per una escursione di un giorno ed abbiamo scelto di visitare il Parco nazionale marino di Kisite. In barca abbiamo raggiunto al largo l'isola di Kisite e abbiamo ammirato la splendida barriera corallina, l'enorme varietà di pesci e di coralli di tutti i colori. L'isola è brulla perché completamente priva di acqua dolce ed è formata da un nucleo centrale circondato da una piattaforma corallina che affiora dal mare durante la bassa marea. Al largo ci sono anche dei delfini ma quel giorno non si sono fatti vedere.

Abbiamo avuto anche modo di conoscere tante persone del luogo, particolarmente gentili e sempre estremamente disponibili, con un sorriso per tutti.


Tantissime cose sarebbero da raccontare dal nostro bel viaggio, ma la visita che più ci ha entusiasmato è stato il safari.
Avevamo prenotato con la Condor, prima di partire, un safari che da tanto ci attirava. Avevamo scelto una visita di due giorni allo Tsavo Est e Tsavo Ovest, data la relativa vicinanza a Diani dove eravamo alloggiati. Eravamo equipaggiati di buone macchine fotografiche e di binocoli. Lo Tsavo è un parco immenso, che presenta tratti di savana brulla e tratti di vera foresta, dove scorre il fiume.Giraffa savana Kenya

Tutto il parco è un unico regno di animali in enorme varietà: ci sono giraffe, elefanti, gazzelle, zebre, bufali, antilopi, leoni, coccodrilli, ippopotami, …. Abbiamo avuto la fortuna di vederne tantissimi! E proprio liberi, nel loro habitat naturale e non rinchiusi in uno zoo insignificante. E qui ci vivono da quando è nata la terra e l'uomo bianco ancora non c'era nella foresta. Emozionante! Naturalmente abbiamo osservato gli animali da lontano o li abbiamo scovati tra la vegetazione con il binocolo; perché nel parco sono in vigore delle regole molto severe, per la sicurezza sia dei turisti che degli animali. Qui il turista è un ospite che impara il rispetto per la natura intera.


Nel parco sono previsti alcuni alloggi, rari e sparsi, per turisti. Noi abbiamo pernottato in un lodge della Francorosso, ora risistemato. Era composto di alcuni bungalow contenenti solo una camera molto grande, arredata alla spartana. Il posto si chiamava "lodge degli scorpioni" … e a noi veniva la pelle d'oca! Era un posto da brivido, incantevole, tutto circondato dalla natura, lontano dalla civiltà rumorosa e invadente. Abbiamo trascorso la serata all'aperto, attorno al fuoco e poi cena a lume di candela. Dopo cena alcuni Masai ci hanno offerto un piccolo spettacolo di lotta mimata tra animali. Al momento di andare a letto eravamo esausti: siamo stati tutti scortati fino al nostro bungalow per sicurezza e quando il generatore di corrente è stato spento, eravamo già addormentati.
Il safari per noi è stata una magica avventura e abbiamo ritenuto ben spesi i 220 € che ci è costato: ci sentivamo più "ricchi" per questa nuova esperienza.
Nel volo di ritorno, Silvia ed io ci guardavamo sorridendo e so che anche lei già pensava: vorrei ritornarci ancora!

 

Fabio e Silvia

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